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Addio vecchio cellulare: lo smartphone ha cambiato la vita agli italiani

Anche in un periodo di crisi così particolare come quello nel quale ci dibattiamo da diversi anni, il mondo dei cellulari ha saputo non solo resistere bensì svilupparsi in modo esponenziale. La rivoluzione provocata dagli smartphone è stata così radicale da mutare usi e costumi di un intero popolo che ha gettato ‘oltre l’ostacolo’ il cuore (e il portafogli) per acquistare il tanto desiderato cellulare di ultima generazione.

E’ divenuto il compagno di giochi preferito dai bambini al posto delle consolle di un tempo e non è così raro vederli intenti ed attenti a giocare all’ultimo cellu-game scaricato sotto forma di App. Ma anche gli adulti sono stati catturati dalla rete degli smartphone: sempre protesi a conoscere le novità di questa o quell’altra marca parlano di Giga, 4G, App e funzioni come se fossero tutti esperti del settore. Anche loro non sono esenti dal fascino rappresentato dalla virtualità che lo smartphone offre a tutti: quante chat e quante relazioni nascono e vengono coltivate alla distanza grazie a quel piccolo schermo magico di appena 5 pollici?

E’ quello degli smartphone un mondo in costante evoluzione e non sono poche le persone che si chiedono come saranno gli smartphone del futuro. Schermi più grandi? Memorie che non creano problemi? Super processori sempre più veloci? Sistemi Operativi che ricordano HAL9000 di ‘2001 Odissea nello spazio’?

Le ragioni di una fisiologica evoluzione

Ma perché le grandi case di telefonini continuano a ricercare uno smartphone che pare abbia già raggiunto il massimo risultato ottenibile? La parola è sempre solo una: concorrenza. Come si è detto poc’anzi, il mercato non ha conosciuto crisi e la smartphonia che ha colpito l’italico popolo (ma l’effetto è ovviamente globale) è destinato a svilupparsi ulteriormente e in modo continuativo.

Per questa ragione e per averla vinta sui vari competitor,  Samsung, Apple, Sony, HTC, LG e altri produttori, sono protesi a cercare nuove ed auspicabili migliorie di tutti i loro modelli sia che si tratti degli Android che degli iPhone.

La sfida si consuma su piccole ma esclusive caratteristiche (basti ricordare la serie Note di Samsung che hanno delle funzioni uniche, così come la serie Sense di HTC, la serie Optimus di LG, la serie Xperia della Sony ect) che, secondo i produttori, sono quelle differenze che orientano la richiesta del pubblico.

Per quanto ottimamente performanti gli smartphone attendono sempre quell’upgrade capace di fare la differenza come nel caso della lettura delle impronte digitali del proprietario o anche del cardiofrequenzimetro. C’è da attendersi prossimamente un sensore ad infrarossi nella fotocamera per vedere anche al buio, oppure degli artifizi olfattivi che materialmente possono permetterci di annusare un certo profumo? Ma se c’è qualcosa di ipotizzabile che  potrebbe realizzarsi nel prossimo futuro, questo è la possibilità di potersi relazionare con il proprio smartphone in modo differente rispetto a quanto avviene oggi. Non è molto che da tasti hardware presenti nei cellulari si sia passati a premere quelli virtuali visualizzati sul display e azionabili con il touchscreen resistivi prima e con quelli capacitivi poi.

Immaginate uno smartphone che possa leggere il nostro pensiero e tradurlo in azione. Sarà sufficiente pensare “chiama X” per impartire l’ordine al cellulare che ‘sente’ l’input e compone automaticamente il numero di X ovviamente memorizzato nella rubrica?

In fondo se oggi esistono gli smartwatch  e gli  occhiali della realtà virtuale, nel futuro prossimo non è detto che ci siano dei limiti che non si possono sorpassare con qualche creazione sviluppata da qualche oscuro personaggio che improvvisamente cambierà il modo di rapportarsi con altre persone.