Guida all’acquisto di un avvitatore Makita

Per un amante del bricolage fare a meno di un avvitatore è un errore imperdonabile: questo strumento elettrico, che non è altro che una versione motorizzata di un giraviti tradizionale, deve essere presente in ogni cassetta degli attrezzi, così da essere sempre disponibile ogni volta che si ha la necessità di avvitare. Non bisogna confondere questo utensile con un trapano, visto che quest’ultimo serve principalmente a perforare. Con un avvitatore si usufruisce di una potenza operativa inferiore e di funzioni differenti, fermo restando che sul mercato si possono trovare anche avvitatori che fungono da trapani.

Perché scegliere gli avvitatori Makita

Un avvitatore Makita è un utensile in grado di assicurare standard di qualità molto elevati: dotato di un riduttore di velocità attraverso il quale si può abbassare il numero di giri, può essere caratterizzato dalla presenza di un sistema analogico, in virtù del quale è sufficiente premere una levetta o un tasto per cambiare la velocità. Il brand di Nagoya è sinonimo di affidabilità e di solidità, sia che si tratti di strumenti destinati a un contesto professionale, sia che si tratti di utensili per uso hobbistico: e gli avvitatori non fanno certo eccezione, complica la tecnologia messa a disposizione dall’azienda giapponese.

Come trovare l’avvitatore più adatto per i propri bisogni

Per essere certi di individuare un avvitatore pratico è necessario, prima di tutto, capire quali sono le esigenze che si desidera soddisfare. I modelli che si possono trovare sul mercato possono essere valutati sulla base di diversi fattori, tra i quali – per esempio – il motorino elettrico che eroga la potenza. Anche la qualità dei materiali e il design sono parametri che vale la pena di tenere in considerazione: quando si parla di design non si fa riferimento solo all’aspetto estetico dei prodotti, ma anche alla loro ergonomia e al comfort che garantiscono nell’utilizzo. Un avvitatore non si limita a svitare e ad avvitare, ma se viene dotato di viti autofilettanti può servire anche per forare.

I parametri da considerare in vista di un acquisto

In pratica, la lista dei fattori di cui è bene tenere conto in vista di un acquisto include la capacità di invertire la rotazione del mandrino, il costo, la velocità variabile, il peso e la capacità di foratura, ma anche la coppia di serraggio e la potenza di lavoro, che viene espressa in giri al minuto. Come si può facilmente intuire, il peso incide sulla maneggevolezza degli utensili, e quindi sulla facilità di utilizzo; a questo proposito è preferibile focalizzarsi anche sulla presenza di materiale anti-scivolo e sulla disponibilità di una presa ergonomica. Ovviamente, i prodotti che coniugano la funzione di avvitatore con quella di trapano sono più versatili, e può essere utile verificare anche la ricchezza del kit di accessori che viene proposto.

Per un uso professionale, per esempio, il suggerimento è quello di optare per un avvitatore da 18 v, dotato di un regolatore di potenza che permetta di modificare la velocità: si tratta di uno strumento che è concepito e realizzato in maniera specifica per un utilizzo lavorativo, essendo munito non solo di un kit ben accessoriato, ma anche di batterie di riserva. Il motorino elettrico è strutturato in modo tale da resistere a tempi di impiego prolungati, garantendo il massimo della longevità e dell’affidabilità.

La capacità di foratura, infine, è un discrimine importante tra avvitatori di buona qualità e avvitatori che è meglio non acquistare: i prodotti di Makita sono in grado di forare non solo il legno, ma anche i metalli teneri. Nel caso in cui si abbia la necessità di forare il calcestruzzo o un metallo duro, invece, c’è bisogno di un prodotto ad hoc.