» » » » » » Quello che ci rimane è solo una luce dentro un buio profondo.

Quando si rimane orfani rimpiangiamo i momenti trascorsi. 

Ogni momento condiviso è sempre poco. Ci torna in mente quello che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto. Il tempo sprecato e non dedicato. Chi ci ha dato la vita non c'è più e adesso vorremmo poter dare la vita per riaverli ancora accanto. Per stare anche solo 5 minuti insieme. Abbracciarli ancora. Gli unici e soli: mamma e papà.

La vita continua e con l'avanzare degli anni senti sempre più la loro mancanza-presenza.

Mio padre che tornava dal lavoro con la sua 500 L color giallo indiano. Il portabagagli carico di legna. Lui in canottiera "abbronzato" dal sole dell'Aspromonte. Mia mamma dietro la finestra ad aspettare. E io che mi sono perso quegli attimi di vita intensa, ero solo un osservatore distratto.

Ora tutto è più chiaro.
La mia mamma ogni giorno a Giuverti e/o a Paci. Due braccia e un cuore dedicate interamente alla terra.

Prima se ne è andato mio padre. E un velo di tristezza è calato nel cuore, ma ancora era troppo presto per capire.
A 20 anni di distanza è volata in cielo anche la mia mamma. E lì tutto è cambiato. Sei orfano in un mondo e in una terra dove niente è più come prima e mai più lo sarà.

Spesso ripercorro le strade di mio padre e di mia madre. Li vedo accanto a me. A volte ci parlo anche. Mi sembra che il tempo non sia mai passato. 
Con loro se ne sono andati tutti i momenti più belli, la gioia, la luce, la via, ...

"Dio quanto somigli a tua madre." "Sei uguale a tuo padre." E allora ti senti vivo. Loro sono in te e niente e nessuno potrà mai portarteli via. Sono la tua forza. La tua sicurezza. E lì diventi invincibile e niente ti può fermare.

Rivedo mio padre, la sua camminata dinoccolata, simile alla sua anche la mia. Quel suo incedere elegante e imperioso. Quel suo sguardo fiero. Quel suo guardarmi con orgoglio. La sua "bberritta" inseparabile. Il suo bastone che accompagnava le sue passeggiate lungo le strade del paese. Quel suo dire sempre sicuro e deciso. Mai inopportuno.
Poi gli anni della sua sofferenza. La sua assenza.

La mia mamma una donna d'altri tempi. La giornata iniziava prestissimo e finiva dopo "il comunicato".
Anche lei sempre fiera ed orgogliosa. Tutta la vita dedicata al suo compagno di vita (mio padre) unico e per sempre.
Lei che prendeva il pulmann alle 5 di mattina per venire a passare la giornata nella città che mi ha visto studente liceale. Lei che faceva 1.500 chilometri per andare a trovare la figlia lontana portandosi dietro anche 24 pacchi di sapori tipici.

Lei che in viaggio mai si lamentava e stava ore ed ore ad osservare fuori dal finestrino godendo e immergendosi nella bellezza dell'Italia da Sud a Nord e viceversa.

Lei che si meravigliava dei filari di alberi da frutta a perdita d'occhio della pianura Padana ...

Lei che si toglieva il pane dalla bocca pur di darlo ai suoi figli.

Lei che mai si è negata. Lei che mi porto nel cuore e nell'anima.

Lei ... solo lei ... semplicemente la mia mamma.

Sai mamma piango anche adesso, il dolore è di quelli che ti stravolgono la mente e il cuore. Insopportabile. Eppure tu sei lì davanti a me. Seduta nella tua "ruga" seduta per ore sulla "rumbula" a prendere il sole. A scaldarti. Ad osservare. Sei lì seduta davanti al televisore ... per ore a guardare ciò che neanche ti piace più. Gli anni che iniziano a pesare.

La tua vita è tutta lì. La tua giovinezza, le tue passioni, i tuoi sacrifici, il tuo amore.

Per entrambi, per te e mio padre la vita non è stata generosa. Avete raccolto niente rispetto a quanto avete seminato.

Eppure mai scorderò i vostri occhi, il vostro sguardo. Profondo e penetrante. Dolce e fiero.

Mi fanno tenerezza ogni gesto mai colto prima e adesso così chiari.

Il vostro non esserci più ha portato via tantissime altre persone.

E' morto l'uomo che dall'età di 13 anni era tra le montagne a fare "lu pecurareddhu" il pastore.

E' morta la donna che è andata in sposa a soli 17 anni.

E' morto l'uomo che è andato in guerra per la Patria.

E' morta la donna che è stata fedele all'unico uomo della propria vita.

E' morto l'uomo che si divertiva a ballare la tarantella

E' morta la donna che si è sempre donata interamente ai propri figli

E' morto l'uomo che al lavoro era intransigente con se stesso e mai con gli altri.

E' morta la coppia che  al viaggio di nozze è arrivata sino a Messina.

E' morta una donna che mi ha insegnato a leggere e scrivere

E' morto l'uomo che mi ha dato l'orgoglio di portare il suo cognome.

Mamma e papà con voi se ne sono andate le persone che a tutto hanno rinunciato, bruciando gli anni più belli pur di dare un futuro alla propria famiglia, ai propri figli.

A voi che mi avete donato il primo sorriso e l'ultimo pianto ... tutto è dedicato.

E'stato bello vedervi sorridere e piangere insieme.

Oggi che sono orfano quello che mi rimane di te mamma e di te papà è solo la vostra luce dentro il buio profondo della mia vita.

Luigi Palamara


About Luigi Palamara

Reggio Calabria e la sua Provincia dentro la cronaca e non solo.
«
Next
Post più recente
»
Previous
Post più vecchio

Nessun commento :

Lascia un Commento