• Home »
  • News »
  • Cannabis light e CBD: perché non sono più classificati come stupefacenti?

Cannabis light e CBD: perché non sono più classificati come stupefacenti?

Le proprietà benefiche della canapa light e del CBD sono state ampiamente riconosciute e documentate a livello scientifico. Ecco spiegato perché l’Onu avrebbe eliminato la sostanza dalla famosa “tabella IV”, che elenca tutte le sostanze considerate stupefacenti.

Cannabis light e CBD

Perché il CBD non è più uno stupefacente?

Dopo 50 anni, l’Organizzazione delle Nazioni Unite è stata chiamata ad esprimersi sugli effetti positivi della canapa light e del CBD in essa contenuto, sostanze riconosciute non più come stupefacenti. Al contrario è stato dimostrato che prodotti al cannabidiolo come l’olio può apportare benefici.

I risultati su questo punto hanno avuto un esito inequivocabile: 27 voti favorevoli, un solo astenuto e 25 contrari. L’intera Unione Europea, inclusa l’Italia si è espressa quindi con votazione favorevole, eccetto l’Ungheria per ragioni ancora poco chiare. Questa presa di posizione avrebbe quale effetto primario la definitiva legalizzazione della cannabis, le cui proprietà benefiche sono state specificamente confermate su diversi fronti. La sostanza, allo stato attuale è in grado di contrastare varie patologie, quali ad esempio malattie neuro degenerative, l’epilessia, i dolori muscolari e articolari, anche cronici, ecc…

Tuttavia, gli esperti hanno chiarito che il voto espresso dai singoli stati non avrà un effetto nel breve periodo, specie per ciò che riguarda l’allentamento delle misure internazionali. I governi, in buona sostanza continuano a mantenere ampio potere giurisdizionale su come classificare la cannabis. Diversi paesi, comunque, stanno già adottando una linea più flessibile e sembrano sostenere il radicale cambiamento che ruota attorno alla politica delle droghe.

Il reale ostacolo porterebbe il nome di Convenzione Unica sulle sostanze narcotiche, firmata nel 1961 ma attualmente abbastanza anacronistica perché non tiene conto delle ricerche scientifiche condotte sulla canapa light. Adottata a livello internazionale, questa Convenzione prescrive limiti eccessivamente rigorosi sul consumo e la commercializzazione della canapa dal basso contenuto di THC, oggi non più stupefacente.

Quello che serve, pertanto, è un intervento legislativo mirato che permetta di differenziare la canapa per uso ricreativo da altre sostanze che alternano invece gli stati mentali e possono essere dannose per la salute. Lo Stato Italiano dovrebbe pertanto liberarsi dalle convenzioni proibizioniste e fare maggiore chiarezza verso i cittadini. Migliaia di malati potrebbero infatti utilizzare la cannabis per scopi prettamente terapeutici.

Diversamente dal THC, il cannabidiolo, ovvero il CBD, non vanta le medesime proprietà delle sostanze stupefacenti, per cui non ha effetto drogante e di assuefazione. Allo stesso modo di altri composti che sono racchiusi nella cannabis, il CBD si rivela del tutto innocuo a carico dell’organismo umano, non genera effetti collaterali, ma anzi svolge una potente azione terapeutica.

La scienza non arresta la ricerca sul CBD, anche per quanto riguarda l’uso in ambito farmaceutico. Del resto sono proprio i cannabinoidi presenti nei fiori della pianta ad interagire meglio con l’organismo umano. Bisogna comunque precisare che l’impatto del THC sull’uomo è l’opposto del CBD. Nel primo caso prevale il tetraidrocannabinolo, mentre la cannabis light non “sballa”, perché composto non psicoattivo. Oggi il CBD viene infatti consigliato per la sua azione antinfiammatoria e analgesica, che svolge un importante ruolo per mitigare i sintomi dei reumatismi e dell’artrite.

Le donne, specialmente, fanno uso di CBD per combattere i fastidiosi dolori mestruali e i disagi legati al periodo della menopausa. Non mancano anche pareri positivi sull’uso del CBD per trattare le fibrosi cistiche. Nella maggior parte dei casi la cannabis light viene scelta quale alternativa naturale per superare i momenti di forte stress e gli stadi di ansi quotidiani. Gli sportivi usano questa sostanza quando devono affrontare i periodi di recupero e tanti consumatori grazie al CBD riescono ad ottenere buoni risultati nel caso si spasmi, oltre che per curare i dolori.

Cannabis light e olio di CBD

Una volta ben chiara la distinzione fra CBD e THC, bisogna anche considerare i vantaggi dell’olio ricavato dai cannabinoidi contenuti nella pianta di cannabis. Questo prodotto completamente naturale, conosciuto per l’appunto come olio di CBD, viene ricavato con moderni sistemi di estrazione che prevedono l’impiego di C0 2 a bassa temperatura.

In questo modo sarà possibile ottenere un olio purissimo, privo di sostanze chimiche e che possono nuocere alla salute. Il prodotto nella maggior parte dei casi viene assunto per via orale: bastano poche gocce al giorno per raggiungere un buon livello di benessere fisico e mentale. Allo stato attuale gli oli di CBD vengono venduti in pratici flaconi provvisti di tappo salvagoccia, che aiuta ad eseguire dosaggi corretti in base alla patologia da trattare evitando così inutili sprechi.

Coloro che usano l’olio di CBD per la prima volta potranno assumere un paio di gocce al mattino e alla sera. Quantitativi maggiori devono essere concordati con uno specialista, in quanto l’abuso potrebbe provocare qualche piccolo disturbo temporaneo. L’olio di CBD certificato e ricavato da piante biologiche permette anche di avere un aspetto più radioso, in quanto aiuta a preservare la bellezza della pelle e della chioma.

Acne, cute secca e scarsamente idratata, psoriasi, caduta dei capelli, comparsa delle rughe sono soltanto alcune delle problematiche che si possono curare con buoni risultati nel breve termine grazie all’olio di CBD. Durante la scelta del prodotto, tuttavia, bisogna prestare la massima attenzione, evitando prodotti scadenti e dai quali non è possibile evincere informazioni chiare ed approfondite sulla provenienza degli ingredienti.

Meglio sempre puntare l’attenzione sugli oli di CBD certificati e biologici, ottenuti mediante moderne tecniche di estrazione che garantiscono la sicurezza del prodotto finale. Oli di questo tipo si possono usare anche per i trattamenti con aromaterapia, quindi per eseguire massaggi che generano un piacevole rilassamento muscolare, oltre che l’evaporazione del prodotto che quando inalato aiuterà ad offrire serenità a livello mentale.

L’acquisto di oli di CBD biologici e certificati può essere fatto comodamente online, approfittando del vasto assortimento e di prezzi accessibili, spesso molto concorrenziali. L’importante è affidarsi a rivenditori seri, come ad esempio Justbob.it, e-commerce con il miglior rapporto qualità-prezzo.