Automatizzare il cancello: cosa bisogna sapere



Chi decide di trasformare il cancello di casa propria e di automatizzarlo compie una scelta che ha a che fare non solo con la comodità, ma anche con questioni di sicurezza. Tuttavia, per essere certi di beneficiare di un risultato ottimale, non si può fare a meno di contattare un installatore professionista, a cui è possibile porre tutte le domande del caso per risolvere eventuali dubbi. Ci si potrebbe chiedere, per esempio, se dal punto di vista meccanico tutti i cancelli possano essere motorizzati. La risposta è affermativa, anche se sono necessarie delle precisazioni: in assenza di una predisposizione per i motori o per il motore, infatti, occorre eseguire dei lavori che permettano di portare al cancello la corrente elettrica, senza dimenticare le opere murarie necessarie per la posa dei sistemi interrati.

Nel momento in cui a una struttura che si trova in condizioni non ottimali viene applicata una forza, si possono verificare dei malfunzionamenti, se non addirittura dei danni che possono coinvolgere persone o cose. Non è possibile definire a priori gli interventi che dovranno essere messi a punto, dal momento che ogni cancello è unico, e in quanto tale deve essere valutato con attenzione; occorre, in particolare, conoscere le sue caratteristiche e tenere conto degli spazi a disposizione, così da individuare la maniera più appropriata per renderlo un cancello automatico.

Tra gli aspetti che meritano di essere presi in considerazione ci sono la solidità degli ancoraggi e la robustezza della struttura; inoltre, è bene capire se esistono dei franchi di sicurezza idonei in corrispondenza dei punti critici di battuta e di movimenti. Va ricordato che per tutti i cancelli che sono stati realizzati dal 1° maggio del 2005 in poi c’è bisogno della Dichiarazione di Conformità del costruttore.



Il cancello a battente

Un dubbio piuttosto frequente tra i non addetti ai lavori è quello relativo alla differenza tra un sistema interrato e un sistema a braccio nel caso di un cancello a battente. Ebbene, un sistema a braccio si basa su un attuatore che viene applicato in corrispondenza dell’anta del cancello. Una soluzione di questo tipo è consigliata in presenza di ante piuttosto leggere e corte, in virtù del lavoro in trazione previsto. Diverso è il caso di un sistema interrato: in tale circostanza, infatti, il movimento viene trasmesso direttamente sull’asse di rotazione dell’anta; ciò implica una ottimizzazione dello sforzo, grazie a cui è possibile movimentare anche ante che risultano più pesanti e più lunghe.

Come individuare la motorizzazione migliore

Sul mercato si può trovare un assortimento molto ampio e variegato di sistemi di motorizzazione: questo vuol dire che per trovare quello più adatto è necessaria una meticolosa analisi delle caratteristiche delle varie proposte a disposizione. Uno dei primi fattori che vanno presi in considerazione è il dimensionamento dei meccanismi, da valutare in funzione del peso e delle misure del cancello. Inoltre, è necessario tenere conto del numero di manovre che dovranno essere compiute ogni giorno e di come esse saranno distribuite nelle diverse fasce orarie. Si immagini, per esempio, di avere a che fare con un sistema la cui capacità di lavoro corrisponde a 40 manovre al giorno: è ovvio che tutte queste manovre non potranno essere eseguite nel giro di un’ora.

Il risultato estetico

Anche il risultato estetico è importante nel momento in cui si decide di automatizzare un cancello. A tal proposito, va ricordato che un sistema a braccio in genere è sempre più visibile rispetto a un sistema interrato, così come un sistema che prevede il ricorso a coste sensibili è più in evidenza di un sistema con le sicurezze intrinseche. Un’ultima variabile di rilievo è quella delle fotocellule, che sono considerate dispositivi di sicurezza se sono certificate in base a quanto previsto dalla norma UNI 12978.