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Parabrezza scheggiato: quando si può riparare e quando va sostituito

Succede quasi sempre in autostrada. Un camion davanti, un colpo secco, e sul vetro compare un puntino a forma di stella. Molti automobilisti lo notano, ci passano sopra un dito e decidono di aspettare. Di solito è un errore. La scheggiatura in sé non è pericolosa, ma raramente resta com’è.

Perché una piccola scheggiatura non resta piccola

Il parabrezza è un vetro stratificato: due lastre di vetro con in mezzo una pellicola plastica, il PVB, che tiene insieme i frammenti in caso di urto. Quando un sasso colpisce il vetro, il danno riguarda quasi sempre solo la lastra esterna. Il guaio è che quel punto diventa debole. Le vibrazioni, le buche, una portiera chiusa con forza, l’aria calda sparata sul vetro freddo: ogni sollecitazione si concentra lì.

Il passaggio da scheggiatura a crepa può richiedere mesi oppure un pomeriggio. Dipende dalla posizione, dalla profondità e da quanto sporco e umidità sono entrati nella fessura. Lo sporco, tra l’altro, rende la riparazione più difficile e il risultato meno pulito alla vista.

Le forme più comuni di danno

Chi lavora sui cristalli auto distingue i danni in base alla forma. Non è una classificazione da manuale, serve a capire se la resina riuscirà a riempire bene il punto d’impatto.

  • L’occhio di bue: un cerchio netto, spesso con un piccolo cono all’interno. È il caso più semplice da riparare.
  • La stella: un punto centrale da cui partono piccole crepe. Va trattata presto, perché i raggi tendono ad allungarsi.
  • La combinata: stella e occhio di bue insieme, tipica dei sassi più grossi.
  • La crepa lineare: una linea che parte dal punto d’impatto o dal bordo del vetro. Superati pochi centimetri, in genere non si ripara più.

Quando la riparazione è possibile

Non esiste una regola identica per ogni vetro e per ogni officina, ma alcuni criteri sono condivisi quasi ovunque. La scheggiatura deve essere piccola, più o meno entro il diametro di una moneta da 2 euro. Non deve trovarsi nel campo visivo diretto di chi guida, cioè nella fascia davanti al volante: anche una riparazione fatta bene lascia un leggero segno, e lì darebbe fastidio. Deve stare lontana dai bordi, dove le tensioni sono più forti e una crepa parte con niente. E non deve aver attraversato entrambe le lastre.

Se queste condizioni ci sono, il tecnico pulisce il punto, crea il vuoto nella fessura e inietta una resina trasparente, che poi viene indurita con una lampada UV. L’intervento dura di solito meno di un’ora. Non aspettatevi un vetro come nuovo: guardando con attenzione si vede ancora qualcosa. Però il vetro torna solido e quella scheggiatura smette di essere il punto di partenza di una crepa.

Chi vuole capire meglio come funziona l’intervento e quali danni rientrano nei limiti trova una spiegazione chiara nella pagina dedicata alla riparazione del parabrezza scheggiato di un centro specializzato. È utile anche solo per farsi un’idea prima di prendere appuntamento.

Quando invece serve la sostituzione

Se la crepa è già lunga, se il danno è proprio davanti agli occhi del conducente o se il vetro è stato colpito in più punti, riparare non ha senso. Il parabrezza va cambiato.

Sulle auto recenti la sostituzione è un lavoro meno banale di qualche anno fa. Dietro il parabrezza ci sono spesso le telecamere dei sistemi di assistenza alla guida: mantenimento della corsia, frenata automatica d’emergenza, lettura dei cartelli. Dopo il cambio del vetro queste telecamere vanno ricalibrate, altrimenti il sistema rischia di leggere male la strada. Quando chiedete un preventivo, domandate sempre se la calibrazione è compresa.

C’è anche un dettaglio pratico che molti scoprono solo a lavoro finito. Il parabrezza nuovo viene incollato alla carrozzeria con un adesivo poliuretanico, che ha bisogno di tempo per fare presa. Per questo, dopo il montaggio, di solito si chiede di aspettare un po’ prima di rimettersi alla guida, e di evitare per qualche giorno l’autolavaggio e le portiere sbattute con forza. Sui bordi del vetro restano a volte delle strisce di nastro adesivo che tengono in posizione le modanature: vanno tolte solo quando lo dice il tecnico. Sembrano raccomandazioni eccessive, ma un vetro incollato male poi fischia, lascia passare acqua e, soprattutto, non fa il suo lavoro in caso di urto.

Cosa dice la legge

Il Codice della Strada non parla di scheggiature in modo specifico, ma richiede che i vetri garantiscano una buona visibilità e siano in condizioni di efficienza. In sede di revisione, un parabrezza con crepe nel campo visivo del conducente può portare a un esito negativo o a una prescrizione. Anche durante un controllo su strada un vetro visibilmente lesionato può costare una multa. Per non arrivare alla revisione con brutte sorprese, aiuta un controllo periodico da un meccanico di fiducia: ne abbiamo parlato nell’articolo sul valore delle autofficine di quartiere.

C’è poi un aspetto di sicurezza che quasi nessuno considera. Il parabrezza contribuisce alla rigidità dell’abitacolo e, su molte auto, fa da appoggio all’airbag del passeggero quando si gonfia. Un vetro indebolito si comporta peggio proprio nel momento in cui serve.

L’assicurazione copre il danno?

Dipende dalla polizza. La garanzia cristalli è una copertura accessoria e non fa parte della RC auto obbligatoria. Chi ce l’ha, spesso può riparare la scheggiatura senza franchigia: per la compagnia una riparazione oggi costa molto meno di una sostituzione domani. Sulla sostituzione, invece, è normale trovare uno scoperto o una franchigia fissa. Prima di telefonare conviene recuperare il contratto e leggere le condizioni, perché cambiano parecchio da una compagnia all’altra.

Cosa fare subito dopo l’impatto

In attesa della riparazione, qualche accorgimento aiuta davvero. Un pezzo di nastro adesivo trasparente sulla scheggiatura tiene fuori acqua e sporco. D’inverno evitate di sparare aria bollente sul vetro gelato; d’estate, lo stesso discorso vale per il climatizzatore al massimo con l’auto rimasta sotto il sole. Niente idropulitrice puntata sul danno all’autolavaggio. E chiudete le portiere con un po’ più di delicatezza del solito.

Detto tutto questo, il consiglio più utile è anche il più banale: non rimandate troppo. Una scheggiatura sistemata entro qualche giorno costa poco e salva il vetro. La stessa scheggiatura lasciata lì per un inverno intero, tra gelo, sole e buche, quasi sempre diventa un parabrezza da cambiare.