» » » » » » » » MELITO PORTO SALVO. Operazione 'Ricatto': 8 arresti per violenza sessuale di gruppo


MELITO PORTO SALVO (Reggio Calabria) 2 settembre 2016. Avrebbero iniziato ad abusare di una ragazza quando non aveva ancora compiuto 14 anni, approfittando della fragile ed acerba personalità della giovanissima che aveva iniziato una relazione con uno di loro, ben più grande di lei.

Per questo i carabinieri della locale Compagnia, diretta dal capitano Gianluca Piccione, su disposizione dei gip del Tribunale di Reggio Calabria e del Tribunale dei minorenni hanno arrestato 8 giovani, uno dei quali minorenne, e notificato un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

Le persone colpite dal provvedimento, tutti della cittadina jonica, sono: Giovanni Iamonte, 30 anni; Daniele Benedetto, 21 anni; Pasquale Principato, 22 anni; Michele Nucera, 22 anni, Davide Schimizzi, 22 anni; Lorenzo Tripodi, 21 anni; Antonio Verduci, 22 anni, tutti destinatari della misura cautelare in carcere.









G. G., 18 anni, al momento dei fatti minorenne, destinatario della misura cautelare della custodia cautelare in una comunità e D. M. P., 24 anni,  destinatario della misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiano alla polizia giudiziaria (quest’ultimo risponde solo del reato di favoreggiamento personale). 

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la vittima, nell'estate del 2013, ha iniziato una relazione sentimentale con uno dei ragazzi del "branco" che, approfittando della sua fragilità l'avrebbe costretta ad assecondare tutte le sue richieste, costringendola ad avere rapporti sessuale anche con gli amici che avrebbero abusato più volte di lei, anche in gruppo.  

La giovane vittima, la cui vita era ormai caratterizzata da un perdurante e grave stato d’ansia che l’ha costretta anche a mutare le proprie abitudini, durante tale periodo era completamente soggiogata al gruppo, dal quale non aveva alcuna possibilità di sfuggire, poiché gravemente minacciata sia della divulgazione di alcune sue foto intime che dal fatto di rivelare le “proprie nefandezze” ai suoi genitori, nonché, implicitamente, dall’essere Giovanni Iamonte figlio di Remingo, attualmente detenuto, ritenuto capo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta, operante in quel contesto territoriale dove vittima e carnefici vivono.

Il gruppo si sarebbe, inoltre, reso protagonista di una vera e propria spedizione punitiva, al fine di allontanare un giovane con il quale la vittima aveva intrapreso una normale relazione sentimentale riuscendo per un breve periodo ad interrompere quella spirale di violenza e soprusi cui era sottoposta e “riappropriarsi” della ragazza, con un violento pestaggio nei confronti del giovane.

Tutti, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di violenza sessuale di gruppo aggravata, atti sessuali con minorenne, detenzione di materiale pedopornografico, violenza privata, atti persecutori, lesioni personali aggravate e di favoreggiamento personale. 

Gli arrestati, al termine delle incombenze di rito, sono stati tradotti nella Casa circondariale di Reggio Calabria, mentre G. G., in una comunità nel messinese.

LE REAZIONI


L'Assessore Armando Neri: «Le lacrime non bastano, chiederò alle istituzioni di costituirsi parte civile contro questi mostri. Questo è il volto della ndrangheta»

REGGIO CALABRIA - «Fatico a definire uomo chi abusa in gruppo e ripetutamente di una bambina di appena 13 anni. Credo che di fronte a questi episodi di violenza sorda e aberrante, l’indignazione della comunità non possa più bastare, bisogna andare oltre, senza indugio, senza omertà. La solidarietà alle vittime non può bastare. Chiederò al Sindaco Metropolitano Giuseppe Falcomatà, sensibile ed attento nella tutela dei diritti dei più deboli, al Consiglio Regionale tutto, al Presidente della Giunta Mario Oliverio e al Consiglio comunale di Melito Porto Salvo di costituirsi parte civile nel processo contro il branco di Melito Porto Salvo. La comunità melitese, reggina e metropolitana sono fortemente turbate, le istituzioni devono essere tutte presenti per condannare questi gesti disumani, interrotti solo dal provvidenziale intervento delle forze dell'ordine e della magistratura che ringrazio per l'opera meritoria di pulizia che stanno portando avanti sul nostro territorio».

E’ quanto afferma l’Assessore comunale reggino alle finanze, Avv. Armando Neri, commentando le ordinanze di misura cautelare emesse dal Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria nei confronti di dieci giovani accusati a vario titolo, di violenza sessuale di gruppo aggravata, atti sessuali con minorenne, detenzione di materiale pedopornografico, violenza privata, atti persecutori, lesioni personali aggravate e favoreggiamento personale.

«Rimango davvero turbato di fronte ai racconti riportati dalle cronache - ha aggiunto l’Assessore Neri - quelli avvenuti a Melito Porto Salvo sono fatti che scuotono pesantemente le nostre coscienze. E ritengo ancora più grave che a perpetrare le violenze ripetute siano stati giovani di appena vent'anni o poco più. E’ il segno evidente di un disagio e di una degenerazione valoriale molto preoccupante, figlia di una condizione di degrado morale che affonda le sue radici in un contesto ‘ndranghetista, ammantato da un velo di silenzio, di omertà e di paura che non possiamo più accettare e che offende la mia coscienza di uomo, di calabrese, di reggino, di padre».

«Compito di ogni cittadino deve essere quello di riflettere e reagire di fronte a questi episodi - ha concluso Neri - le istituzioni hanno il dovere di farsi carico dell'indignazione attraverso atti concreti, squarciando il velo del silenzio che spesso li copre e rappresentando il sentimento della Calabria sana ed onesta che inorridisce di fronte a questo ennesimo tremendo episodio di violenza».

About Luigi Palamara

Reggio Calabria e la sua Provincia dentro la cronaca e non solo.
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