» » » » » » Le banche solide in Italia: come individuarle

Il recente scandalo di Banca Etruria ha riproposto con forza nel nostro Paese la tematica riguardante la solidità del sistema finanziario ed in particolare la tutela dei piccoli risparmiatori. Dopo il caso dei bond argentini e quello del crack Parmalat, entrambi risalenti all'inizio dello scorso decennio, il sistema bancario italiano si è nuovamente rivelato poco attento alle esigenze degli investitori. Nel caso specifico a subire i danni maggiori sono stati gli obbligazionisti di Banca Etruria, che in seguito al recepimento del bail in da parte del governo italiano hanno visto andare in fumo i sudati risparmi nell'arco di una notte.

Il bail in è un meccanismo entrato in vigore in Italia il 1 gennaio 2016, col quale il governo ha recepito una direttiva europea in merito al salvataggio delle banche in situazione di crisi finanziaria. Si prevede infatti che, a farsi carico delle perdite degli istituti di credito, non sarà più lo Stato con soldi pubblici, ma i risparmiatori delle banche in crisi. I primi a cui sarà richiesto di utilizzare i propri soldi per salvare la banca su cui hanno investito (e riposto la propria fiducia) saranno gli azionisti, seguiti nell'ordine da possessori di obbligazioni subordinate, possessori di obbligazioni senior e infine correntisti con depositi di ammontare superiore a centomila euro. Sui depositi in conto corrente inferiori a questa cifra continua ad esserci la garanzia statale. Qualora l'intervento di questa mole di risorse non fosse sufficiente a coprire le perdite della banca in crisi, interverrebbe un fondo di garanzia finanziato dalle stesse banche.

Dal punto di vista del risparmiatore, che deve decidere in quale banca depositare o investire i propri risparmi, è dunque prioritario capire quali siano le banche più solide, che più difficilmente andranno incontro a perdite e situazioni di instabilità finanziaria. La grandezza della banca non è più un indicatore sufficiente per valutare la sua stabilità. Oggi le banche non sono solo istituti di credito in senso stretto. Non operano solo nella raccolta del risparmio e l'erogazione del credito, ma sono strettamente connesse con i mercati finanziari, luoghi dove investono alla ricerca dell'accrescimento degli utili per i propri azionisti e i propri clienti. In virtù di questo ruolo dinamico assumono anche una vastità di rischi che le espone al rischio di perdite, le quali sono essere coperte senza rifarsi su clienti e investitori solo se sono sufficientemente patrimonializzate. Non necessariamente banche come Intesa San Paolo e Unicredit, le più grandi fra quelle italiane, possono quindi ritenersi sicure dal punto di vista del rapporto fra patrimonio e rischi assunti nella gestione degli investimenti.

Il principale indice per valutare la solidità di una banca è CET1, acronimo di Common Equity Tier 1, dato dal rapporto fra il patrimonio di base della banca e gli impieghi ponderati per il rischio. Nel patrimonio di base rientra il capitale sociale della banca, sommato a tutto il capitale, anche a debito, di cui la banca può disporre a lungo termine (per esempio le obbligazioni emesse). Gli impieghi sono le attività della banca, che vengono "pesati" in base al rischio (a parità di investimento, un derivato sarà più rischioso di un titolo di stato italiano). Secondo una raccomandazione della BCE tale indice deve essere uguale al 10,5% perché la banca sia considerata sufficientemente solida. La normativa prevede invece l'8% come soglia minima, al di sotto del quale la banca è molto a rischio.
Fra le banche nostrane spicca Mediolanum (19,7%), seguita da Credem (13,33%), Mediobanca (13,24%) e Creval (13,2%). Intesa San Paolo è comunque solida secondo l'orientamento dato dalla BCE (12,84%), mentre Unicredit è di poco sopra la soglia minima (10,85%). Visionare
la classifica delle banche più sicure può essere una buona idea. Ma se diamo un’occhiata in Germania che cosa notiamo? Il dato di Deutsche Bank, che registra un CET1 pari a 8,59%, è piuttosto emblematico della situazione che si sta vivendo. 

About Luigi Palamara

Reggio Calabria e la sua Provincia dentro la cronaca e non solo.
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