» » » » » » Reggio Calabria, operazione “Mala Sanitas” agli Ospedali Riuniti 11 gli arresti

Nel 2010 decessi di bambini nati sani e aborti non autorizzati: I NOMI DEI MEDICI - 


L’articolata e capillare attività investigativa esperita dal Nucleo PT di Reggio Calabria ha permesso di acclarare l’esistenza, nei reparti di Ginecologia, neonatologia, ostetricia e anestesia, ai Riuniti, di un sistema di copertura illecito, condiviso dall’intero apparato sanitario, che è stato attuato in occasione di errori medici commessi nell’esecuzione dell’intervento sulle singole gestanti o pazienti, onde evitare di incorrere nelle conseguenti responsabilità soprattutto giudiziarie. In particolare, gli episodi di malasanità accertati hanno riguardato il decesso (in due distinti casi) di due bimbi appena nati, le irreversibili lesioni di un altro bimbo dichiarato invalido al 100%, i traumi e le crisi epilettiche e miocloniche di una partoriente, il procurato aborto di una donna non consenziente nonché le lacerazioni strutturali ed endemiche di parti intime e connotative di altre pazienti. Le indagini si riferiscono a fatti avvenuti tutti nel 2010. I medici ed i sanitari coinvolti, sistematicamente, secondo quanto riferito dagli investigatori in conferenza, cancellavano il loro nome dalla cartella clinica con il bianchetto. Addirittura pare che “un bambino è stato partorito alla 33^ settimana ed è stato intubato dopo 50 minuti perché inizialmente gli avevano messo il tubo nelle vie dirigenti“. Gli inquirenti hanno riferito anche di un medico, tra quelli agli arresti, che avrebbe fatto abortire la sorella a sua insaputa, perché sospettava che il feto avesse una malattia cromosomica, nonostante la sorella avesse deciso ugualmente di tenere il bambino. L’attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Tributaria – G.I.C.O. di Reggio Calabria ha permesso di acclarare l’esistenza, nei citati reparti del Presidio ospedaliero, di un sistema di copertura illecito, condiviso dall’intero apparato sanitario, che è stato attuato tutte le volte in cui “le cose non sono andate come dovevano andare” nell’esecuzione dell’intervento sulle singoli gestanti o pazienti, per evitare di incorrere nelle conseguenti responsabilità soprattutto giudiziarie. 

Nello specifico – in esecuzione dellapredetta ordinanza emessadal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria-si è proceduto ad applicare 4 misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di medici e 7 misure interdittive della sospensione dell’esercizio della professione (medica e/o sanitaria) per la durata di 12 mesi a carico di 6 medici e di 1 ostetrica: la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti: 

VADALÀ Pasquale [nato a Bova Marina (RC) il 6.6.1948], quale Dirigente Medico di II° livello, ex Primario responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia fino al 01.10.2014, per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici e di soppressione, distruzione e occultamento di atti veri; 

TRIPODI Alessandro (nato a Reggio Calabria il 19.2.1969), quale Dirigente Medico di I° livello, attuale Primario responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia, per le fattispecie di reato di interruzione della gravidanza senza il consenso della donna, di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici e di soppressione, distruzione e occultamento di atti veri; 

MANUZIO Daniela [nata a Taurianova (RC) il 3.12.1966], quale Dirigente Medico di I° livello presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia, per le fattispecie di reatodi interruzione della gravidanzasenza il consenso della donna e di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici; 

SACCÀ Filippo Luigi (nato a Reggio Calabria il 21.6.1954), quale Dirigente Medico di I° livello presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia nonché Responsabile Struttura Semplice “Diagnosi e Terapia Prenatale”,per le fattispecie di reato di interruzione della gravidanza e di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici; la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio della professione (medica e/o sanitaria) per la durata di dodici mesi nei confronti di: 

TIMPANO Salvatore (nato a Reggio Calabria il 4.1.1948), quale Dirigente Medico di I° livello presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologiafino al 28.02.2015,per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici; 

STIRITI Francesca (nato a Reggio Calabria il 13.10.1959), quale Dirigente Medico di I° livello presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia,per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici; 

GANGEMI Pina Grazia [nata a Villa San Giovanni (RC) il 16.4.1970], quale Ostetrica presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia,per la fattispecie di reato di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici; 

MAIO Maria Concetta (nata a Reggio Calabria il 7.10.1952), quale Responsabile di Alta Specialità “Ambulatorio di Neonatologia” presso l’Unità Operativa Complessa di Neonatologia,per la fattispecie di reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici; 

MUSELLA Antonella (nata a Salerno il 13.11.1958),quale Dirigente Medico I° livello presso l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia,per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici; 

GRASSO Luigi (nato a Reggio Calabria il 27.8.1952), quale medico anestesista presso l’Unità Operativa di Anestesiafino al 31.12.2012,per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici; 

MUSITANO Annibale Maria (nato a Reggio Calabria il 25.3.1947), quale Direttore dell’Unità Operativa di Anestesiafino al 30.06.2013,per le fattispecie di reato di falsità ideologica e materiale commesse dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

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Reggio Calabria e la sua Provincia dentro la cronaca e non solo.
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