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Un viaggio alle radici della Repubblica Italiana. Primo ospite Giorgio Napolitano

22/04/2016 - 21:30
Un lungo viaggio nella storia del nostro Paese per capire meglio chi siamo e da dove veniamo, in compagnia di autorevoli “testimoni”: da Giorgio Napolitano a Emma Bonino, da Giuliano Amato ad Anna Maria Mori, da Giorgetto Giugiaro a Franco Ferrarotti, da Ciriaco De Mita a Pietro Grasso, da Maria Romana De Gasperi a Francesco Merloni. Per il 70° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, Rai Cultura propone “L’Italia della Repubblica”, una nuova serie di 20 documentari introdotti da Paolo Mieli, con la partecipazione di Michele Astori e la consulenza storica di Giovanni Sabbatucci, in onda dal 22 aprile alle 21.30 su Rai Storia. Un viaggio che tocca i momenti salienti della nostra storia repubblicana: dal secondo dopoguerra a mani pulite, dal tramonto del sistema politico che ha governato il paese per cinquant’anni all’alba della “seconda Repubblica” fino all’entrata in vigore della moneta unica europea. La politica e i suoi protagonisti, le ideologie e il contesto internazionale, l’economia e il mondo del lavoro, ma anche il ritratto di una società abitudini, atteggiamenti mentali, stile di vita. 
“E’ un viaggio emozionante – dicono Clemente Volpini, Davide Savelli e Luca Cambi, che firmano il programma - perché il sentiero della Repubblica attraversa le speranze e le delusioni, i sogni e gli incubi, le vittorie e le sconfitte di milioni di italiani. Vive momenti bui, a volte non sa dove andare e sembra quasi perdersi, poi ritrova la strada e va avanti. Questo sentiero è la nostra storia. Ed è un sentiero che, generazione dopo generazione, porta a noi”
Ogni puntata, a cominciare dalla prima “L’alba della Repubblica”, con il Presidente Emerito Giorgio Napolitano, avrà un autorevole ospite scelto in base al tema e al periodo trattato: un protagonista intervistato da Michele Astori in un ”faccia a faccia” che costituirà il filo conduttore della narrazione. Oltre al “faccia a faccia”, registrato in uno studio virtuale, filmati d’epoca, rare testimonianze - di politici, diplomatici, industriali, sindacalisti, intellettuali, registi, scrittori, gente comune, - tratte dagli archivi delle Teche Rai e interviste a storici e saggisti  completano il racconto de L’Italia della Repubblica
 
LA PRIMA PUNTATA
L’alba della repubblica di Clemente Volpini
22 aprile ore 21.30 – Rai Storia
Il 2 giugno 1946 venticinque milioni di italiani e italiane vanno al voto per l’Assemblea Costituente e per il referendum istituzionale che dovrà decidere fra Repubblica e Monarchia. Il 18 giugno la Corte di cassazione rende noti i risultati definitivi del referendum: Repubblica 12.717.923 voti (54,3%), Monarchia 10.719. 284 voti (45.7%). Viene ufficialmente proclamata la Repubblica.
La prima puntata della serie L’Italia della Repubblica, introdotta da Paolo Mieli, ripercorre il lungo sentiero della repubblica dalla caduta del fascismo il 25 luglio 1943 al 2 giugno 1946.
La guerra, il risorgere della politica e l’entusiasmo per la vittoria della repubblica rivivono nei ricordi del Presidente Emerito Giorgio Napolitano, intervistato nel “faccia a faccia” condotto da Michele Astori.
Napolitano, in particolare, ricorda la Napoli bombardata: “All’inizio ci furono bombardamenti da parte dell’aviazione inglese, furono bombardamenti piuttosto leggeri, poi invece iniziarono (..) i bombardamenti americani molto pesanti, le fortezze volanti, e Napoli fu bersagliata in modo veramente tremendo. E io ero nel centro della città, la mia casa paterna era a breve distanza da Piazza del Plebiscito e lì furono, in quella strada, colpiti dei palazzi..” Nelle sue parole anche la corsa verso i rifugi antiaerei: “un’immagine che dà il senso della drammaticità era che per arrivare in profondità, per arrivare cioè al ricovero, si dovevano scendere attraverso una feritoia che era stata aperta sul marciapiede del Palazzo Serra di Cassano per 130 scalini (…) C’era un mio fratello più giovane, più piccolo, (…) che era pervaso da tremore, da paura (…) c’era un crescendo d’ansia
La puntata si avvale inoltre del contributo degli storici Davide Grippa e Angelo Ventrone, ma il racconto dà voce anche ai protagonisti dell’epoca, in interviste di repertorio tratte dalle teche Rai: Umberto II di Savoia, Ugo La Malfa, Vittorio Foa, Leo Valiani, Massimo Caprara, Ferruccio Parri, Indro Montanelli e Leone Cattani.
Al centro della narrazione, ci sono gli eventi bellici (1943-1945), la guerra civile, la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale e i rapporti dei partiti antifascisti con il Re Vittorio Emanuele III e il Governo Badoglio. 
È il periodo in cui Giorgio Napolitano si avvicina alla politica: “Io ho sempre tratto molto beneficio da alcune frequentazioni (…) per esempio quando io mi iscrissi nel settembre del ’42 all’università di Napoli, tra le prime persone con le quali strinsi amicizia ci fu Antonio Ghirelli, che poi sarebbe diventato un famoso giornalista. Che cosa io debbo ad Antonio Ghirelli?  - perché ci si convinceva l’uno con l’altro sul da farsi – Io debbo ad Antonio Ghirelli, la convinzione che mi trasmise, è che era necessario storicamente che l’Italia perdesse la guerra. Non era una cosa semplice, si poteva essere alieni dal fascismo e però esitare di fronte a questo, che era un tabù: non posso augurarmi la disfatta del mio paese. E Ghirelli mi convinse del contrario”.
Si chiude, infine, con i governi d’unità nazionale, la liberazione, la campagna referendaria, l’abdicazione del Re Vittorio Emanuele III e la vittoria della Repubblica.
“Io – conclude Giorgio Napolitano - identifico l’alba della Repubblica con il risorgere della democrazia, e quindi ritengo che non possano raccontarsi l’alba della repubblica, il risorgere della democrazia solo in termini istituzionali e cioè in riferimento alla preparazione del nuovo assetto dello Stato italiano, questa preparazione importantissima si svolse in concomitanza con l’attività dei governi d’unità nazionale 1944-1946. C’è un materiale magnifico che è rimasto di quella fase che poi sfociò nella elaborazione e discussione nell’Assemblea Costituente della costituzione repubblicana, tutto questo è parte essenziale del racconto dell’alba della repubblica, però c’è una parte non meno importante che è data dal risorgere della democrazia nella società e quindi in primo luogo e soprattutto il ricostruirsi dei partiti”
 
GLI ALTRI TEMI DI “L’ITALIA DELLA REPUBBLICA” 
Puntata 2:   L’Italia e l’inizio della guerra fredda
Puntata 3:   I lavori dell’Assemblea Costituente
Puntata 4:   La ricostruzione economica
Puntata 5:   Trieste e la questione del confine orientale
Puntata 6:   Il centrismo
Puntata 7:   Il miracolo economico
Puntata 8:   Gli italiani emigranti
Puntata 9:   La nascita del centro-sinistra
Puntata 10: Il ’68 e l’autunno caldo
Puntata 11: La strategia della tensione e l’inizio degli anni di piombo
Puntata 12: La battaglia per i diritti civili, la stagione dei referendum e  delle donne
Puntata 13: Berlinguer-Moro: gli anni del compromesso storico
Puntata 14: Il “riflusso”
Puntata 15: La stagione del pentapartito e i governi Craxi
Puntata 16: La lotta alla mafia
Puntata 17: Il crollo del comunismo, il Pci e la “svolta della “Bolognina”     
Puntata 18: Mani Pulite
Puntata 19: Verso la “Seconda Repubblica”, dalla crisi dei partiti alle elezioni del 1994
Puntata 20: L’Italia e l’Europa

About Luigi Palamara

Reggio Calabria e la sua Provincia dentro la cronaca e non solo.
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